Museo Basilicata
Si trova a Matera, importante città della Basilicata, e l'UNESCO, l'organizzazione dell'ONU che si occupa di educazione, scienza e cultura, l'ha proclamata "patrimonio dell'umanità ".
Museo Archeologico Nazionale della Basilicata consente, per la prima volta, di poter esporre nella restaurata sede di Palazzo Loffredo i risultati delle importanti ricerche condotte negli ultimi anni nella Basilicata centrosettentrionale e, al tempo stesso, costituisce una vetrina della complessa realtà archeologica di una regione che è stata luogo privilegiato dell'incontro tra genti di stirpe e di cultura diversa, al centro del Mediterraneo.
Basilicata, “Vito ballava con le streghe”, è stata presentata ieri, in anteprima, a Castelmezzano dal direttore di Rai Educational, Giovanni Minoli, dai principali attori e dal vicepresidente e assessore al Turismo della Regione Basilicata, Vincenzo Folino.Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dellantica popolazione) che venne poi sostituito dallImperatore Augusto con Basilicata (deriva dal greco basilikos che significa governatore e principe).
Museo, che fanno pensare alla sepolture dei basileis (re) Peuketiantes.Inaugurazione del Museo Archeologico Nazionale della Basilicata "Dinu Adamesteanu".
Basilicata provengono tutti dal Vulture e sono l'Aglianico, rosso, il Moscato, bianco frizzante, e il Malvasia, tipico vino da dessert. Ubicato nella prestigiosa sede di Palazzo Loffredo, residenza nobiliare ceduta in comodato dal Comune di Potenza alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata è dedicato a Dinu Adamesteanu, figura di studioso di assoluto rilievo internazionale, oltre che "fondatore" dell'archeologia lucana. Basilicata è una regione dell'Italia meridionale che si affaccia a sud est sul Mar Ionio e a sud ovest sul Mar Tirreno.A titolo esemplificativo, è stato ricostruito nel Museo un ninfeo con pavimento a mosaico, da Cugno dei Vagni (Nova Siri).
Savoia di Lucania il Museo della Memoria, dedicato alla figura di Giovanni Passannante, l’uomo che attentò alla vita del re Umberto I di Savoia nel 1878.
Basilicata é influenzata dalle tradizioni culinarie delle regioni confinanti (Campania, Puglia e Calabria). Lamine sbalzate e frammenti di statue in bronzo, gioielli in oro e argento che ornavano la statua della dea, statuette in terracotta costituiscono gli ex-voto più preziosi, esposti nel Museo con un allestimento particolarmente suggestivo.L'importanza della ricerca archeologica in Basilicata e la varietà delle diverse situazioni sono ben esemplificate dal sistema dei Musei Archeologici Nazionali sul territorio che si è andato formando in questi ultimi anni.
IL PERCORSO MUSEALE Il Museo è articolato su due piani secondo un criterio cronologico e territoriale che offre al visitatore un quadro generale sull'archeologia dell'intera regione ed un approfondimento sugli eccezionali ritrovamenti del territorio di Potenza, per la prima volta presentati, in forme definitive, al pubblico italiano. I Peuketiantes Le aree interne montuose della Basilicata settentrionale sono abitate da popolazioni affini a quelle apule, i Peuketiantes, genti ricordate dallo storico Ecateo di Mileto, che seppelliscono i defunti in posizione fetale.In Basilicata si trovano rovine greche (Metaponto), chiese e castelli medievali (Melfi, Lagopesole), spiagge bellissime (Maratea), natura incontaminata (la Basilicata divide con la Calabria lo splendido Parco del Pollino).
La ricerca dell'armonia, il titolo del nuovo Incontro al Museo sull'archeologia in Basilicata organizzato dalla Soprintendenza per i beni Archeologici. Italia, ma in particolare dalla Basilicata e dalla Calabria. Dalle tombe provengono anche armi da offesa e armature, oltre a pettorali e maschere per i cavalli, tra i quali la maschera di cavallo (prometopidion) in bronzo scelta come simbolo del Museo. La precolonizzazione Lo spaccato sulle popolazioni della Basilicata antica si apre con i ritrovamenti della prima età del Ferro provenienti dall'Incoronata-San Teodoro (Pisticci) e da Santa Maria d'Anglona, quando tra il IX e l'VIII secolo, popolazioni indigene (Chones-Enotri) occupano le fertili pianure della costa ionica della Basilicata. Herakleia (nella odierna Policoro sono visitabili il Museo Archeologico Nazionale della Siritide e l'area archeologica). Le fondazioni della colonia latina di Venusia (Venosa) e del centro di Grumentum sanciscono il controllo militare e politico di Roma su questi territori (in loco sono visitabili museo e area archeologica). Tale scena si può ricondurre alle dottrine filosofiche di Pitagora che nello stesso periodo di tempo aveva impiantato una scuola a Metaponto e che annoverava tra i suoi discepoli alcune figure aristocratiche indigene dei territori interni della Basilicata antica. Una di queste tombe ha restituito parti di un'armatura greca, la bardatura da parata di due cavalli e un servizio di vasi attici a figure nere, unico nel mondo indigeno della Basilicata. Metaponto, fondata nel 640 tra le foci dei fiumi Bradano e Basento e di cui è visitabile in loco il museo con il relativo parco archeologico, è esposto a Potenza, per la prima volta al pubblico, un raffinato copricapo cilindrico (polos) appartenuto ad una aristocratica sacerdotessa, straordinaria opera di oreficeria tarantina. Museo Archeologico Nazionale della Basilicata "Dinu Adamesteanu".